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“Tutelare i produttori ed i commercianti di ortofrutta pugliesi e lucani dalle condotte di concorrenza sleale e di illegittimo monopolio del mercato dell’ortofrutta, nonché allo specifico fine di preservare i diritti di coltivazione e di commercializzazione delle varietà di ortofrutta, contrastando le illegittime privative e gli abusi dei breeders e/o titolari di brevetti vegetali/licenze e/o diritti di marchio, afferenti la produzione e commercializzazione di varietà vegetali brevettate (e non) di ortofrutta nel territorio delle due regioni”. Sono queste le finalita del Comitato “Liberi agricoltori e commercianti di Puglia e Basilicata”, al cui atto costitutivo hanno partecipato, tra le altre, le aziente agricole: “La Fitta” di Casamassima; Top Fruit di Angela Colucci & Co. di Rutigliano; Gianni Stea Import-Export di Adelfia; Miglionico Angela di Altamura; Vivabio di Turi; Franchini Vito e Franchini Alessandro di Mola di Bari.

“Il comitato – spiegano gli organizzatori - si propone quindi di moralizzare il settore della produzione e della commercializzazione dell’ortofrutta contrastando le pratiche scorrette e gli abusi sul mercato nazionale ed internazionale del settore ortofrutticolo, in danno dei produttori e dei commercianti pugliesi e lucani. A tal fine attiveremo ogni iniziativa di sensibilizzazione ed informazione presso gli associati, gli enti e i terzi, nonché ogni attività, pubblica e/o privata, stragiudiziale e giudiziaria, anche con l’avvio di class action, in favore e nell’interesse dei soci aderenti. Opereremo in favore del settore agricolo ed ortofrutticolo in senso ampio, avuto riguardo all’intera filiera, della messa a dimora, coltivazione e produzione di varietà brevettate e non, fino alla lavorazione e commercializzazione del prodotto finito e trasformato in Puglia e Basilicata.

Per il primo anno sono costituiti di diritto membri del Comitato Esecutivo i soci fondatori e sottoscrittori: Gianni Stea; Alessandro Franchini; Vito Franchini; Saverio Vacca delegato dalla srl Vivabio. E’ nominato presidente Lorenzo Colucci, delegato della Agricola La Fitta. Vicepresidente è Alessandro Franchini.

Già tempo fa i promotori del comitato puntarono il dito contro le varietà israeliane, californiane e cilene dell’uva da tavola che stanno colonizzando le regioni a colpi di vere e proprie royalty ai Paesi d’origine. Ma ci viene anche imposto di vendere il prodotto solo a determinati soggetti. “L'utilizzo delle nuove e pregiate varietà si scontra con la tutela dei diritti d'autore. Per poter coltivare alcune delle nuove varietà californiane o israeliane, per esempio, è infatti necessario sottoscrivere un contratto con grandi vincoli, pagare royalty, vendere e commercializzare l’uva solo attraverso gli uffici centralizzati della società detentrice del brevetto vegetale. Queste condizioni non sono  accettabili dai produttori italiani, e pugliesi in particolare, abituati a coltivare e commercializzare liberamente. Le condizioni imposte dai possessori di brevetto vegetale sono quindi ritenute limitative della libertà dell’imprenditore e riduttive per il reddito. In pratica, si riconosce il diritto delle società ad esigere quanto gli spetta per la costituzione e proprietà delle varietà, ma tutto questo deve avvenire una sola volta e senza interferire poi nel proseguo dell'attività imprenditoriale”.

 

 

 

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