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Mola New Basket 2012

Storie (bellissime) dal mondo MNB2012

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Vichhoun, Vichhay, Sara e Meth. Quattro ragazzi innamorati del basket. Quattro storie cominciate da un posto molto lontano, la Cambogia, ma si sa, il destino tesse le sue tele invisibili e le intreccia a suo piacimento, in un disegno incredibile, per rimanere indelebile nella storia, nella mente e nella pancia (o nel cuore). Il passato è distante, un po' sbiadito certo ma vivido, resta percorso di vita imprescindibile, genesi di esistenze impregnate e plasmate da due diverse tradizioni, due diverse identità culturali, tanti odori, profumi, cibi e colori. Quella che vi raccontiamo e' una storia di integrazione e di assimilazione di un nuovo percorso, interiore e formativo, reso possibile anche grazie allo sport più bello del mondo, lo sport che tende al cielo.


Dieci anni fa si interrompe o forse potremmo dire meglio si completa, una parte del percorso vitale di questi quattro ragazzi, e da quel momento ne comincia uno nuovo, l'Italia, le difficoltà dei primi tempi, la lingua, il cambio repentino di contesto. Due famiglie, Venisti e Centonze, che divengono una sola, allargata, calorosa, la ricerca dello sport come risorsa salutare e come microcosmo d'aggregazione, il nuoto tre anni, Sara si cimenta con abnegazione e ottimi risultati, poi come spesso accade nel percorso formativo dei ragazzi qui, l'incontro col calcio, Tris e Green Park le società di riferimento. Vichhoun ci sa fare, può emergere, ma non è l'approdo definitivo, Vichhay incontra la palla a spicchi ed e' la scintilla che illumina, suo fratello più grande lo segue, lo guarda allenarsi fino a quando non decide di provarci, anche lui.
Tre settimane e l'idillio e' compiuto, al CUS Bari, dove approdano anche Meth e Sarah (lei nella formazione femminile della Pink). La scuola, i nuovi amici, il parquet come prolungamento ideale delle pareti di casa, il canestro come alleato. Dai 10 ai 15 anni questa esperienza d'ingresso al CUS, grazie all’attento lavoro del coach Claudio Carofiglio, poi la voglia di provare ancora a cambiare, non più sport, l'amore per la pallacanestro e' ormai indissolubile, solo una nuova famiglia nella famiglia, l'incontro con amici comuni della MNB2012, l'esperienza dello scorso anno con il gruppo Under 18, la ripartenza in questo dalla stessa categoria (2000, 2001) e chissà, una porta aperta sull'Under 20. Il ricordo del passato, l'urgenza di ritrovare, di risentire le proprie origini. La necessità di ricalcare quella terra dove tutto ha avuto inizio, l'essere se stessi sempre, solo l'evoluzione composta di due momenti, l'averli metabolizzati. Il viaggio in Cambogia di questa estate. I villaggi, i visi, gli odori e i profumi, un pezzo di storia buia dell'umanità (i campi di Pol Pot) da non dimenticare, la riscoperta di sapori sopiti, l'Angkor Wat, il volontariato con i "fratellini" meno fortunati. "Voglio tornarci presto" ci dice Sara. "Perché? Perché mi affascina stare accanto ai bambini." Il cuore che si allarga ed abbraccia cuori un po' più piccoli, sentirsi meno soli dentro le mani più grandi di chi un tempo ha respirato con questa terra.
Il sorriso contagioso, sempre con una palla a spicchi color arancio in spalla, una palla che sa rotolare al centro del petto. Sara, Vichhoun, Meth, Vichhay, Fantastici quattro, Fab Four, quattro per uno, tutti per quattro.
“Perché che siate un pompiere di Philadelphia che ogni sera dopo lavoro fa abboccare Jordan ad una propria finta per andare in lay-up, che siate un ragazzino delle isole Filippine intento a disputare la propria finale NBA correndo scalzo sul selciato, che siate uno dei ragazzi che si è messo in testa che anche tra le valli del Trentino una palla a spicchi aveva senso di esistere, che siate un gruppetto di “bro” di Brooklyn speranzosi di poter conquistare una vita migliore battagliando fino a notte fonda in memorabili 5 contro 5 di cui le strade parleranno anni dopo: tutti in quei pochi metri quadri volete esprimere cosa significhi segnare la tripla vincente o mandare il compagno a canestro con un no-look pass: tutti andate in cerca di qualcosa. Può essere semplice divertimento, può essere l’accettazione degli altri o il bisogno che abbiamo di essere noi stessi.”
Donatello Biancofiore

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