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Chiesa di Santa Maria della Purificazione Piazza dei Mille, 11 Mola di Bari
Notizie storiche
1720 - 1720 (citazione intero bene)
secondo quanto riportato dal Garruba, si attesta la presenza di un oratorio costruito al di fuori del centro abitato già nel 1720, ovvero quando il primicerio Russo fondò la Confraternita della Purificazione.
1789 - 1789 (costruzione intero bene)
lavori di costruzione della chiesa; a testimonianza dell’avvenimento è presente al centro della lunetta arcuata collocata al di sopra del portale principale un’incisione commemorativa.
1849 - 1849 (completamento aula liturgica)
lavori di completamento dell’aula liturgica consistenti nella posa della pavimentazione in elementi quadrangolari di graniglia di cemento decorati a motivi geometrici.
1962/02/03 - 1962/02/03 (demolizione campanile)
su disposizione del Comune di Mola di Bari viene demolito il campanile presente nella zona posteriore dell’edificio per presunti dissesti statici e scarsa stabilità. Sul terreno adiacente è stato immediatamente costruito un fabbricato per civili abitazioni di otto piani fuori terra, ovvero di un’altezza ben oltre maggiore rispetto alla chiesa.
1980 - 1985 (carattere generale sacrestia)
durante alcuni lavori di sgombro e nuova configurazione dei locali annessi all’edificio di culto, l’arch. Vito Calabrese con operazioni di rimozione degli strati superficiali di intonaco ammalorato ha scoperto e portato alla luce lacerti di affreschi che impreziosivano grandemente lo spazio dell’attuale sacrestia, dalle fonti ritenuta l’originaria cappella extra moenia ampliata nel corso dei secoli.


2002 - 2002 (manutenzione coperture)
lavori di manutenzione straordinaria delle coperture consistenti in impermeabilizzazione del lastrico solare con successiva posa di pavimentazione in lastre di pietra di Corigliano.
Descrizione
Schema planimetrico a pianta rettangolare, ad aula unica, composto da due campate delle quali la seconda è conclusa dal presbiterio rettangolare, rialzato di due gradini rispetto allo spazio assembleare. Alla sinistra dell’area presbiterale è presente un vano quadrangolare, corrispondente ad un’antica chiesetta extra moenia, attualmente adibito a sacrestia, è completamente affrescato e decorato con motivi fitomorfi ed immagini di santi. L’edificio è in muratura portante in conci di pietra locale: le due campate sono definite da archi a tutto sesto, dai quali sono originate due volte a vela in gran parte decorate con dipinti murali policromi. La facciata principale si presenta semplice e lineare, è completamente intonacata e realizzata con paramento in conci di pietra locale, disposti a corsi regolari. Le bucature ed i volumi presenti all’interno della superficie verticale determinano tre ordini orizzontali, di cui quello inferiore contiene il portale d’accesso; la zona intermedia è del tutto cieca; l’ordine superiore, ovvero l’elemento conclusivo del prospetto, corrisponde ad un fastigio sagomato ad archi inflessi aperto al centro da una bucatura quadrilobata. Le superfici interne sono completamente intonacate, tinteggiate in bianco e sulle tonalità della scala cromatica dei grigi con decorazioni policrome dipinte direttamente sulla superficie intonacata.
Preesistenze
Alla sinistra dell’area presbiterale è presente un vano quadrangolare, corrispondente ad un’antica chiesetta extra moenia, attualmente adibito a sacrestia: coperto da una volta a botte decorata con motivi fitomorfi e poggiante sui fianchi laterali, è completamente affrescato ed, in particolare, sulle superfici verticali sono ben riconoscibili le figure di S. Bartolomeo, S. Filippo e S. Andrea; meno nitide altre sagome di santi. Ai lati dell’unica finestra presente sono dipinti la Vergine con Gesù bambino, l’Immacolata, la Flagellazione e l’Ecce Homo.
Pianta
Schema planimetrico a pianta rettangolare, ad aula unica, composto da due campate delle quali la seconda è conclusa dal presbiterio rettangolare, rialzato di due gradini rispetto allo spazio assembleare. Mentre sui fianchi laterali dell’edificio si aprono nicchie nelle quali sono custoditi alcuni elementi decorativi, alla sinistra del presbiterio è presente un varco che conduce ad una cappella preesistente, ora utilizzata come sacrestia, e ad altri locali di servizio e deposito. L’accesso all’edificio avviene attraverso l’unica porta presente sul prospetto principale che mette in comunicazione diretta la chiesa con l’esterno.
Impianto strutturale
Muratura portante in conci di pietra locale: le due campate sono definite da archi a tutto sesto, scanditi da pilastri quadrangolari caratterizzati da lesene addossate concluse da capitelli al di sopra dei quali ricorre una cornice modanata che diventa piano di imposta delle due volte a vela che sormontano entrambe le campate.
Coperture
Il sistema delle coperture della chiesa si allinea alla sottostante e particolare sagoma curvilinea delle volte a vela ed è rifinito con lastre di pietra di Corigliano: la stratigrafia è definita dalla sovrapposizione di materiali coibenti per l’isolamento termico e guaine impermeabilizzanti. La lieve inclinazione del lastrico solare è tale da favorire il deflusso delle acque meteoriche, che vengono convogliate all’interno dei pluviali che discendono sui prospetti laterali.
Prospetti
La facciata principale si presenta semplice e lineare, è completamente intonacata e realizzata con paramento in conci di pietra locale, disposti a corsi regolari. Le bucature ed i volumi presenti all’interno della superficie verticale determinano tre ordini orizzontali, di cui quello inferiore contiene il portale d’accesso inquadrato da stipiti lineari modanati e composto da due ante in legno decorate con specchiature bugnate scorniciate; sull’architrave del portale poggia un archivolto con cornice modanata, leggermente aggettante dal piano della facciata, all’interno del quale è incisa la data della costruzione dell’edificio. La zona intermedia, distinta dalla precedente tramite una fascia lineare in pietra, è del tutto cieca; l’ordine superiore, ovvero l’elemento conclusivo del prospetto, corrisponde ad un fastigio sagomato ad archi inflessi, poggiante su un cornicione modanato ed aperto al centro da una bucatura quadrilobata. I prospetti laterali sono simili tra loro, totalmente intonacati e caratterizzati da estrema massività, essendo quasi del tutto ciechi, realizzati in conci di pietra locale disposti a corsi regolari, bucati da sole due aperture per lato, corrispondenti alle finestre dalle quali filtra luce naturale all’interno dell’aula liturgica. Il quarto prospetto è occultato dai fabbricati in aderenza o non visibili dall’esterno.
Scale
L’accesso all’edificio avviene attraverso una scala piramidale, composta da tre gradini sagomati in pietra, che occupa la porzione centrale della facciata principale e che conduce dal piano del livello stradale alla quota di calpestio della chiesa.
Pavimenti e pavimentazioni
L’intero pavimento della chiesa ed il piano di calpestio del presbiterio sono rivestiti con piastrelle quadrangolari in graniglia di cemento decorate a motivi geometrici policromi; tra gli elementi descritti si distingue una lastra in marmo, collocata nella parte centrale dell’aula, su cui è riportata la data di completamento dell’edificio con la posa della pavimentazione. Le alzate e le pedate dei gradini del presbiterio sono, infine, in marmo venato grigio.
interni
Le superfici interne sono completamente intonacate, tinteggiate in bianco e sulle tonalità della scala cromatica dei grigi con decorazioni policrome dipinte direttamente sulla superficie intonacata. Le due campate sono definite da archi a tutto sesto, scanditi da pilastri quadrangolari caratterizzati da lesene addossate, realizzate con specchiature a fondo scuro e cornice grigia perimetrale, concluse da capitelli al di sopra dei quali ricorre una cornice modanata che diventa piano di imposta delle due volte a vela che sormontano entrambe le campate, le cui superfici curvilinee sono impreziosite da dipinti murali policromi degni di nota. Mentre in controfacciata è collocata una cantoria lignea aggettante, decorata con cornici e specchiature, ai fianchi laterali dell’edificio sono addossati gli schienali degli stalli in legno di un perduto coro in legno; il dossale degli stalli centrali del fianco sinistro è sporgente rispetto alla parete laterale ed è diviso in tre scomparti incorniciati da doppio listello su cui ricorre una cornice sorretta da mensole; l’elemento terminale è un baldacchino sagomato dorato da cui pende una frangia a mantovana dipinta in azzurro. La continuità e l’integrità dei fianchi dell’edificio sono interrotte da quattro bucature presenti sulle pareti laterali dell’edificio dalle quali filtra luce naturale all’interno dell’aula liturgica, da nicchie nelle quali sono custoditi alcuni elementi decorativi ed, alla sinistra del presbiterio, da un varco che conduce ad una cappella preesistente utilizzata come sacrestia e ad altri locali di servizio e deposito.
Elementi decorativi
Ricchi e degni di nota sono gli elementi decorativi presenti all’interno dell’edificio; in molti casi si tratta di statue o dipinti posizionati a ridosso delle pareti laterali o all’interno dell’area presbiterale. Nella prima campata, al di sotto della cantoria lignea, sono presenti due nicchie nelle quali prendono posto a sinistra, in una teca di legno e vetro, una statua della Madonna Addolorata; a destra invece, una seconda nicchia vetrata ospita una scultura a tutto tondo di Cristo risorto; in corrispondenza degli schienali degli stalli del coro ligneo e degli elementi strutturali sono collocate statue ed immagini di minor pregio di santi. Sulle pareti laterali della seconda campata, inquadrate in teche realizzate in legno e vetro, sono visibili le sculture raffiguranti San Michele Arcangelo e la Madonna del Carmelo; l’elemento di maggior rilievo, però, è l’altare maggiore addossato alla parete di fondo: all’interno di un’intelaiatura curvilinea composta da pilastri con lesene poggianti su dadi, con toro di base e capitelli corinzi che sorreggono una trabeazione mistilinea conclusa da angeli seduti su volute, è presente una splendida tela dipinta ad olio con la scena della Presentazione di Gesù al tempio; nella parte superiore è raffigurata in un ovale la Vergine orante. Il fastigio è sormontato da una corona terminata con una croce ed ornata nella circonferenza da una raggiera con la Colomba in rilievo. Ai fianchi del dipinto maggiore sono collocati sei ovali, tre per lato, in cui sono rappresentati a sinistra, la nascita di Maria, l’Immacolata e la Presentazione al tempio; a destra, invece, l’incontro della Madonna con S. Elisabetta, l’Assunzione e l’Annunciazione. Degno di nota è senza dubbio anche l’apparato decorativo delle volte a vela che sormontano le due campate. Tutti gli spicchi sono impreziositi da dipinti murali realizzati con la tecnica della tempera su intonaco: nella prima sono raffigurati al centro la Sacra Famiglia e nei pennacchi figure di angeli; nella seconda campata, invece, sono riconoscibili i Quattro Evangelisti rappresentati attorno all’immagine centrale del Padre Eterno. Sulle pareti laterali dell’edificio sono fissate le quattordici formelle in gesso modellato e legno con le immagini della Via Crucis.
Arredi
All’interno dell’area presbiterale è collocato al centro un moderno altare, composto da due sostegni dorati a forma di voluta disposti in verticale secondo una giacitura obliqua su cui poggia una semplice mensa lineare; di stessa fattura e simile composizione è l’ambone presente nella parte sinistra della zona presbiterale, costituito da volute lignee verticali ed un leggio disposto nella porzione superiore; alla destra dell’altare è posizionata la sede del celebrante, ovvero una cattedra mobile in legno collocata alla stessa quota dello spazio assembleare. Alla parete opposta alla facciata principale è addossato l’altare maggiore in legno intagliato e dipinto, costituito da una mensa sorretta da due volute e da un paliotto su cui è intagliata una croce e sormontato da un imponente dossale. Il superiore gradino d’altare è interrotto al centro da una struttura a forma di tempio, delimitata da due lesene con capitelli, nella quale è inserito il tabernacolo.

 

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Testata Giornalistica "Vita Nuova" | Regis. Tribunale di Bari n. 1357 del 26/02/1998

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